Proculo, Euticio e Acuzio
| Santi Proculo, Euticio e Acuzio | |
|---|---|
Diacono e laici martiri | |
| Morte | Pozzuoli, 305 |
| Venerato da | Chiesa cattolica |
| Santuario principale | cattedrale di Pozzuoli |
| Ricorrenza | 18 ottobre (16 novembre a Pozzuoli) |
| Attributi | palma, bibbia e dalmatica (quest' ultima per Proculo) |
| Patrono di | Pozzuoli |
Proculo, Euticio e Acuzio sono stati un diacono e due laici cristiani che subirono il martirio sotto l'impero di Diocleziano e sono venerati come santi dalla Chiesa cattolica che li ricorda il 18 ottobre; a Pozzuoli sono ricordati il 16 novembre.
Proculo, Euticio e Acuzio (noti anche come Procolo, Eutiche e Acutio) sono tre dei sette cosiddetti martiri puteolani - assieme ai santi Festo, Desiderio, Gennaro e Sossio - che furono decapitati, secondo la tradizione, nel 305 durante le persecuzioni nei confronti dei cristiani volute dall'imperatore Diocleziano.
Secondo Ambrasi, «la critica storica tende oggi a individuare piu gruppi di martiri, distinti nel tempo e forse anche per il luogo del martirio, ma tutti appartenenti alia Chiesa campana; a Benevento: Gennaro, Festo e Desiderio; a Miseno: Sossio; a Pozzuoli: Procolo, Eutiche ed Acuzio».[1]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Fonti documentarie
[modifica | modifica wikitesto]I nomi dei sette martiri, compaiono in almeno sette antichi Acta, Passiones o Vitae.[2] Tutti questi racconti pongono in primo piano la figura di san Gennaro, del miracolo della liquefazione del suo sangue e poi delle varie traslazioni delle reliquie dei martiri, con destinazioni diverse e del loro culto in varie località.
Gli Atti Puteolani o Acta sancti Proculi, posteriori al IX secolo, che illustrano il martirio di san Proculo, furono trovati nell'archivio della curia vescovile di Pozzuoli[2] e pubblicati per la prima volta dal gesuita Joannes Stilting nel 1757 ad Anversa.[3]
Agiografia
[modifica | modifica wikitesto]Durante la persecuzione dell'imperatore Diocleziano (284-305), il vescovo Gennaro si trovava a Pozzuoli e qui ricevette la visita del diacono Sossio di Miseno, e di Festo e Desiderio, rispettivamente diacono e lettore di Benevento. Sossio fu arrestato perchè cristiano e gettato in carcere e poi fu condannato ad essere sbranato dalle belve nell'anfiteatro di Pozzuoli.[4]
Gennaro, Festo e Desiderio si recarono da lui per assisterlo e confortarlo. Scoperto che anch'essi erano cristiani, furono arrestati e sottoposti a processo, ma invano il giudice li invitò a sacrificare agli dei. Furono condannati alla stessa pena, che però fu commutata in quella della decapitazione, avvenuta presso il Forum Vulcani, la solfatara di Pozzuoli.[1]
Mentre i martiri erano condotti al supplizio, il diacono Proculo e i laici Euticio e Acuzio, tutti di Pozzuoli, protestarono per questa condanna, confessando esplicitamente la loro fede cristiana. Anch'essi furono presi e condannati a subire la stessa sorte.[1]
Culto
[modifica | modifica wikitesto]Il culto di Proculo, Euticio e Acuzio è antichissimo. Sono infatti commemorati nel martirologio geronimiano (V secolo) in diverse date: Euticio il 18 ottobre a Pozzuoli, Acuzio il 19 ottobre a Napoli; ancora Euticio, assieme a Proculo, il 19 e il 20 ottobre a Pozzuoli.[1] Il martirologio di Beda (VIII secolo) ricorda tutti i santi puteolani il 19 settembre, mentre il calendario marmoreo di Napoli (IX secolo) commemora Euticio e Acuzio il 18 ottobre.[5]
Le reliquie dei martiri Euticio e Acuzio furono poste nella basilica Stefania dall'arcivescovo Stefano II di Napoli, mentre le reliquie di san Proculo furono composte nel tempio calpurniano, primitiva cattedrale di Pozzuoli.[6]
Secondo un documento del IX secolo, di dubbia autenticità, nell'871, reliquie dei martiri Gennaro, Proculo e Euticio sarebbero state portate da un cavaliere svevo nell'abbazia di Reichenau, in un'isoletta sul Lago di Costanza nella Svizzera renana. Nel 1780 nell'abbazia si rinvennero delle ossa, tra le quali parte delle reliquie dei martiri puteolani Euticio e Acuzio, che furono riconosciute e recuperate grazie alle ricerche di Antonio Gutler, confessore della regina di Napoli Maria Carolina d'Asburgo-Lorena, e furono riportate a Pozzuoli il 13 maggio 1781.[7]
Cesare Baronio, nel XVI secolo, in linea con i martirologi medievali, inserì nel Martirologio Romano la memoria di tutti i martiri puteolani al 19 settembre, assieme a quella di san Gennaro.[8] Con la riforma del martirologio dopo il concilio Vaticano II, la commemorazione dei santi Proculo, Euticio e Acuzio fu spostata al 18 ottobre:[9]
A Pozzuoli sono però solennemente ricordati il 16 novembre a seguito del decreto della Sacra Congregazione dei Riti del 10 dicembre 1718 in quanto ad ottobre molti puteolani erano impegnati nei lavori dei campi.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 Ambrasi, col. 137.
- 1 2 Ambrasi, col. 136.
- ↑ (LA) Joannes Stilting, Acta ss. Januari episcopi, Sosii, Festi et Proculi diaconorum, Desiderii lectoris, Eutychis vel Eutychetis et Acutii martyrum Puteolis in Campania felice, Antuerpiae, apud Bernardum Albert Vander Plassche, 1757.
- ↑ Ambrasi, coll. 136-137.
- ↑ Ambrasi, col. 138.
- ↑ Ambrasi, coll. 141-142.
- ↑ Ambrasi, col. 142.
- ↑ Martirologio romano pubblicato per ordine del Sommo Pontefice Gregorio XIII, riveduto per autorità di Urbano VIII e Clemente X, aumentato e corretto nel 1749 da Benedetto XIV (PDF), quarta edizione italiana, Libreria editrice vaticana, 1955, p. 243.
- ↑ Martirologio Romano. Riformato a norma dei decreti del Concilio ecumenico Vaticano II e promulgato da papa Giovanni Paolo II (PDF), Città del Vaticano, Libreria editrice vaticana, 2004, p. 814.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Domenico Ambrasi, Gennaro, vescovo di Benevento, e compagni, santi e martiri, in Bibliotheca Sanctorum, VI, pp. 135-151.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Proculo, Euticio e Acuzio, su Santi, beati e testimoni, santiebeati.it.

