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Joseph Laroche

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BERJAYA
Joseph Laroche (seduto a destra) con la sua famiglia nel 1911, prima del viaggio a bordo del Titanic.

Joseph Philippe Lemercier Laroche (Cap-Haïtien, 26 maggio 1886Oceano Atlantico, 15 aprile 1912) è stato un ingegnere haitiano, uno dei soli tre passeggeri di nota ascendenza haitiana (gli altri due erano le sue figlie) a viaggiare a bordo del sfortunato viaggio inaugurale del Titanic.[1][2][3]

Prima del naufragio, riuscì a far imbarcare la moglie francese, all'epoca incinta, e le loro due figlie su una scialuppa di salvataggio; la sua famiglia sopravvisse al disastro, mentre lui perse la vita.[1] Sua figlia, Louise Laroche (2 luglio 1910 – 28 gennaio 1998), è stata una degli ultimi sopravvissuti rimasti in vita del naufragio del Titanic.

L'opera in tre atti LaRoche, del compositore di Atlanta Sharon J. Willis, è basata sulla sua vita e ha debuttato al Callanwolde Fine Arts Center il 18 luglio 2003, nell'ambito del National Black Arts Festival.[4][5]

Giovinezza e istruzione

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Joseph nacque a Cap-Haïtien, in Haiti. All'età di 15 anni fu inviato a studiare a Beauvais, in Francia. Dopo aver conseguito la laurea in ingegneria, sposò una donna francese di nome Juliette Lafargue.[1] Tuttavia, a causa della discriminazione razziale dell'epoca, incontrò gravi difficoltà nel trovare un impiego stabile.[1]

Dall'unione nacquero due figlie a Parigi: Simone Marie Anne Andrée Laroche nel 1909[6] e Louise Laroche il 2 luglio 1910. Stanco di dipendere economicamente dal suocero, un mercante di vino, Joseph decise di tornare ad Haiti con la famiglia. Suo zio, Cincinnatus Leconte, era all'epoca il Presidente della Repubblica di Haiti[1] e gli assicurò un posto di lavoro come insegnante di matematica.[7]

Il viaggio sul Titanic

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La famiglia aveva inizialmente programmato di lasciare la Francia alla fine del 1912, ma dopo che Juliette scoprì di essere incinta del terzo figlio, Joseph decise di anticipare la partenza affinché il bambino potesse nascere ad Haiti.

La madre di Joseph acquistò per la famiglia quattro biglietti di prima classe a bordo del transatlantico SS France. Tuttavia, i Laroche vennero a conoscenza del regolamento della Compagnie Générale Transatlantique, secondo il quale i bambini dovevano rimanere nell'area nido e non potevano cenare nella sala principale insieme ai genitori. Contrari a questa politica, decisero di cambiare i loro biglietti con una sistemazione di seconda classe a bordo del Titanic.[1][4][6]

Poiché il Titanic era troppo grande per il porto di Cherbourg, i passeggeri vennero trasportati dalla terraferma alla nave tramite i battelli di raccordo della White Star Line, tra cui il battello SS Nomadic.[6] La famiglia si imbarcò così in seconda classe il 10 aprile 1912.

Poco dopo l'impatto del Titanic con l'iceberg, avvenuto alle 23:40 del 14 aprile, Joseph svegliò la moglie Juliette informandola dell'incidente. Raccolse tutti i loro oggetti di valore nelle tasche e condusse la moglie e le figlie, che stavano ancora dormendo, sul ponte superiore della nave. Non è noto con assoluta certezza su quale scialuppa si imbarcarono Juliette e le bambine, sebbene Juliette ricordasse la presenza di una contessa a bordo del proprio natante. Poiché Noël Leslie, contessa di Rothes, si salvò sulla scialuppa n. 8, è molto probabile che la famiglia Laroche abbia trovato posto su quest'ultima o sulla n. 14. Joseph Laroche perse la vita nel naufragio e il suo corpo non fu mai recuperato.[6]

La mattina del 15 aprile, Juliette e le figlie furono tratte in salvo dal transatlantico RMS Carpathia. Le due bambine vennero issate a bordo all'interno di sacchi di juta. Durante il viaggio verso New York, Juliette incontrò grandi difficoltà nel trovare dei panni da utilizzare come pannolini per le figlie; non essendocene a disposizione, l'improvvisò nascondendo i tovaglioli al termine di ogni pasto per poi riadattarli in cabina.[6] Il Carpathia arrivò a New York il 18 aprile. Non essendoci nessuno ad accoglierle, Juliette decise di non proseguire per Haiti e fece ritorno dai parenti a Villejuif, in Francia, dove il mese successivo diede alla luce il terzo figlio, chiamato Joseph in onore del defunto padre.[6]

Nel marzo del 1995, Louise Laroche salì a bordo del battello Nomadic per la prima volta dal 1912, l'imbarcazione che aveva fatto la spola per portare la sua famiglia a bordo del Titanic. Insieme a lei era presente la storica superstite britannica Millvina Dean.[6] Nello stesso anno, Louise presenziò alla cerimonia con cui la Titanic Historical Society dedicò una targa in pietra a Cherbourg in memoria dei passeggeri del Titanic salpati da quel porto.[8]

Louise Laroche morì il 28 gennaio 1998 all'età di 87 anni. Al momento della sua scomparsa, restavano in vita solo altri sei superstiti del naufragio.

  1. 1 2 3 4 5 6 Zondra Hughes, What Happened To The Only Black Family On The TITANIC, in Ebony magazine, giugno 2000 (archiviato dall'url originale il 23 gennaio 2010).
  2. Joseph Philippe Lemercier Laroche, su Encyclopedia Titanica
  3. W. Mae Kent, Laroche, Joseph Phillipe Lemercier (1889-1912), su blackpast.org, 17 settembre 2009. URL consultato il 1º marzo 2014.
  4. 1 2 Mark Gresham, Women and children first, in Creative Loafing (Atlanta), Atlanta, 17 luglio 2003.
  5. LaRoche, in Extra, Atlanta magazine, luglio 2003. URL consultato il 18 febbraio 2003.
  6. 1 2 3 4 5 6 7 Miss Louise Laroche, su titanichistoricalsociety.org, Titanic Historical Society. URL consultato il 1º marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2013).
  7. (EN) Carissa Villagomez, The Story of Joseph Laroche, The Only Black Man on RMS Titanic, su CourtTheatre.org, 11 maggio 2021. URL consultato il 4 luglio 2023.
  8. Mendez, Olivier; "The last French Lady - Mademoiselle Louise Laroche, A Titanic survivor", The Titanic Commutator, Volume 19, numero 2, 2º trimestre, agosto–ottobre 1995, pp. 40—48

Collegamenti esterni

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