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Ferratella

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Ferratelle
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Ferratella
Origini
Altri nomipizzella, neola, nevola, nivola, cancella
Luogo d'origineItalia (bandiera) Italia
RegioniAbruzzo
Molise
Lazio
Dettagli
Categoriadolce
RiconoscimentoP.A.T.
SettorePaste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria

La ferratella – chiamata in numerosi altri modi quali catarretta, pizzella, cancellata, neola o nevola[1] – è un dolce tipico dell'Abruzzo e del Molise, diffuso anche nelle aree confinanti del Lazio,[2] incluso nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali abruzzesi[3][4][5], molisani e laziali.

L'origine della ferratella viene fatta risalire a un dolce dei Romani chiamato Crustulum.[6]

Tipica dell'Abruzzo e del Molise, la ferratella è molto diffusa anche nell'area orientale del Lazio – corrispondente al Circondario di Cittaducale, facente parte della provincia dell'Aquila sino al 1927.

La varietà di nomi corrisponde alle singole aree di produzione: ferratella è il nome con cui viene chiamata nelle aree interne dell'Abruzzo e del Lazio, cancella è il nome tipico del dolce in Molise (che però usa il nome ferratelle nella lista dei P.A.T.), neola (con tutte le varianti) è il nome con cui è chiamata nel teramano mentre pizzella o catarretta è il nome con cui è riconosciuta nell'area chietina.

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Pizzella arrotolata e farcita con crema di arance e mandorle.

La ferratella viene creata con pasta da biscotto cotta tramite una doppia piastra arroventata sul fuoco, che stringendo la pasta sopra e sotto, dà al dolce la forma caratteristica di cialda percorsa da nervature. Tra le varie varianti di disegno, la trama a rombi, o cancello, dà origine al nome ferratelle. Preferibilmente di forma rettangolare, ma alla festa di san Valentino vengono preparate anche a forma di cuore.

In alcuni casi questo dolce viene arrotolato come un cannolo con ripieno di marmellata, tradizionalmente d'uva, ma anche con crema pasticcera o cioccolata.

La variante con due cialde sovrapposte farcite prende il nome di coperchiola, nome derivante dalla copertura della prima cialda con la seconda, ossia il coperchio.[2]

Viene preparato perlopiù in inverno, a Pasqua e in occasione delle feste patronali, rivestendo un ruolo centrale nei palmentieri, particolare dono preparato in onore del santo patrono.[2]

La piastra usata per cuocere questo dolce veniva spesso portato in dote dalla donna, e pertanto, nella parte centrale, recava talvolta incise le iniziali della futura sposa.[2] Anche per questo, soprattutto nell'Abruzzo meridionale ed in Molise, la ferratella è ritenuta essere un dolce tipico dei matrimoni.

  1. Jolanda Ferrara, Festa col Neola Pride Cialda dolce e salata, su ilcentro.it, il Centro, 3 dicembre 2015. URL consultato il 16 gennaio 2026.
  2. 1 2 3 4 Le ferratelle abruzzesi, su Abruzzo Promozione Turismo. URL consultato il 5 luglio 2017 (archiviato dall'url originale il 30 luglio 2017).
  3. prodotti agroalimentari tradizionali Abruzzo (PDF), su regione.abruzzo.it. URL consultato il 9 gennaio 2025.
  4. Atlante dei prodotti agroalimentari tradizionali abruzzesi (PDF), su regione.abruzzo.it. URL consultato il 7 luglio 2023.
  5. pat-abruzzo, su storieeluoghidabruzzo.it. URL consultato l'11 gennaio 2025.
  6. Ferratelle molisane (Cancelle, Pizzelle), su prodottitipici.com. URL consultato il 5 luglio 2017.

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