Castello di Bizy
| Castello di Bizy | |
|---|---|
| Altri nomi | Château de Bizy |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | Normandia |
| Località | Vernon |
| Coordinate | 49°05′00.96″N 1°27′56.88″E |
| Informazioni generali | |
| Condizioni | In uso |
| Costruzione | 1675 |
| Stile | classicismo |
| Realizzazione | |
| Committente | Michel-André Jubert de Bouville |
Il castello di Bizy (in francese château de Bizy) è una residenza situata a Vernon, nella regione della Normandia, in Francia.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Origini
[modifica | modifica wikitesto]Nel XIV secolo, la signoria di Bizy era appannaggio di Jean de Tilly, signore di Blaru, in seguito al suo matrimonio nel 1364 con Marguerite de Sacquainville.
La signoria confina con quella di Blaru, al confine tra gli attuali dipartimenti dell'Eure e delle Yvelines.
Costruzione e anni successivi
[modifica | modifica wikitesto]La tenuta passa alla famiglia Jubert, che l'8 ottobre 1596 ospita il re Enrico IV.
Nel 1675, Michel-André Jubert de Bouville, consigliere di Stato e intendente di Orléans e Alençon, dopo aver ottenuto l'elevazione della signoria a marchesato, fece costruire un castello di forma allungata con tetto in ardesia, affiancato da due padiglioni più alti e preceduto da due scalinate a ferro di cavallo.
In cambio delle sue terre di Belle-Isle con le contee di Gisors, Les Andelys e Vernon, il duca di Belle-Isle (1684-1761), nipote del sovrintendente Fouquet, entrò in possesso del castello nel 1721.
Il duca amplia la tenuta e fa realizzare lavori considerevoli che valgono a Bizy il soprannome di "Versailles normanna". Prevedendo la ricostruzione del castello, Belle-Isle crea un cortile d'ingresso a terrazza e a mezzaluna, nonché il viale dei Cappuccini che collega il castello alla Senna, fa sistemare l'intero parco e il parco di caccia e affida all'architetto Contant d'Ivry il compito di costruire, tra il 1741 e il 1743, il cortile con scuderie per sessanta cavalli ispirate a quelle di Versailles e il pediluvio, una vasca per lavare gli zoccoli dei cavalli.
Il 21 settembre 1749, il duca, che nel 1741 aveva ricevuto il bastone di maresciallo di Francia, accoglie a Bizy il re Luigi XV accompagnato da Madame de Pompadour.
Alla morte del maresciallo di Belle-Isle nel 1761, la sua tenuta passa al re che, nel 1762, la scambia con il principato sovrano di Dombes al conte d'Eu, figlio del duca del Maine, bastardo legittimato di Luigi XIV e di Madame de Montespan. Il conte ha i mezzi finanziari per mantenere la tenuta, ma non vi realizza alcuna nuova costruzione. Celibe e senza figli, lasciò il dominio in eredità a suo cugino, il duca di Penthièvre, figlio del conte di Tolosa e uno dei più grandi proprietari terrieri del regno.
Proprietario di Bizy alla morte del conte d'Eu nel 1775, il duca di Penthièvre vi soggiorna frequentemente a partire dal 1783, data in cui è costretto a cedere a Luigi XVI il suo castello di Rambouillet, poi nel 1792 ne fa la sua residenza principale, dove si trasferisce con la figlia, la duchessa d'Orléans.
Alla vigilia del Terrore, muore nel marzo 1793, stimato dalla popolazione locale per la sua generosità.
Il castello, confiscato come bene nazionale nel mese di pratile dell'anno VI (1797), viene quindi venduto all'asta a commercianti immobiliari che distruggono il corpo centrale dell'edificio per rivenderne i materiali.
Nel 1805, il generale Lesuire acquistò la tenuta e fece costruire una casa di campagna più modesta, davanti al cortile sul lato nord-est.
Nel 1817, la duchessa d'Orléans, riacquistando i propri beni venduti durante la Rivoluzione, rientra in possesso di Bizy, che suo figlio, diventato Luigi Filippo I nel 1830, eredita alla sua morte nel 1821. Egli fa costruire due ali, restaura gli antichi edifici, crea un giardino all'inglese e pianta numerosi alberi, tra cui un notevole catalpa. Vi soggiornava spesso, raggiungendolo talvolta in treno dopo l'entrata in servizio della linea ferroviaria che arrivava a Vernon nel 1843, come testimonia una delle sue lettere manoscritte.
Nel 1858, i beni della casa d'Orléans, confiscati da Napoleone III, vengono venduti all'asta pubblica e Bizy viene acquistato dal barone protestante Fernand de Schickler (1835-1909), discendente di una famiglia di finanzieri prussiani, la cui sorella Malvina (1822-1877), pittrice, era la moglie di Louis-Napoléon Suchet (1813-1877), secondo duca d'Albufera e sindaco di Vernon.
Nel 1860 Schickler fece ricostruire il corpo centrale dell'edificio dall'architetto William Henry White (1838-1896) in uno stile neoclassico piuttosto italianeggiante, forse ispirato a palazzo Albani a Roma, "una sintesi tra lo stile Luigi XIV e Luigi XVI ispirata al Petit Trianon, a Compiègne e ai palazzi di place Vendôme, un inno all'architettura francese ma con riferimenti ai palazzi italiani"[1].
Il grande salone centrale “a vista” ospita una serie di boiseries considerate tra le più notevoli tra la fine dello stile Luigi XIV ad inizio Reggenza, provenienti dal castello di Bercy, demolito nel 1861.
Schickler lascia Bizy in eredità al pronipote Louis Joseph Suchet, quarto duca d'Albufera, che completa il castello chiudendo il cortile d'onore con due ali; è abitato dalla figlia del quinto duca.
Nel 1994 l'architettura dei luoghi attira il regista Yves Angelo, che vi gira alcune scene interne del film Il colonnello Chabert, con Gérard Depardieu e Fanny Ardant.
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Dell'edificio originale, costruito nel XVIII secolo dall'architetto Pierre Contant d'Ivry per le feste del maresciallo di Belle-Isle, rimangono le splendide scuderie, le sculture delle fontane e le vasche[1]; la vasca di Nettuno, il buffet d'acqua, la fontana di Gribouille, la fontana dei cavalli marini, ecc[2].
Nel 1860, il barone von Schickler ricostruì il corpo centrale del castello in pietra da taglio con un tetto a terrazza dotato di balaustra, con un portico colonnato sul lato nord e una galleria aperta al piano terra e paraste al piano superiore sul lato sud.
All'inizio del XX secolo vengono costruite le due ali che chiudono il cortile d'onore.
I padiglioni angolari, costruiti nel XIX secolo, sono coperti da un tetto in ardesia a padiglione spezzato.
I locali comuni sono coperti invece da tetti a falde lunghe in ardesia e le scuderie presentano abbaini a frontone[3].
- La vista sui giardini acquatici dal portico delle scuderie.
- Il cortile, con il castello sulla sinistra e le scuderie di fronte.
- Le scuderie del XVIII secolo.
- Una delle fontane che abbelliscono il parco.
- La catalpa nel parco.
Arredamento e decorazioni
[modifica | modifica wikitesto]Il museo Nissim de Camondo di Parigi conserva una coppia di alti mobili in mogano e limone realizzati da Martin Carlin (verso il 1780) recanti il marchio del castello di Bizy all'epoca del duca di Penthièvre: un'ancora (simbolo dell'Ammiraglio di Francia) tra le lettere « V » e « B » (per Bizy).
Un lotto di dodici piatti in porcellana del modello “Bizy”, provenienti dal servizio da tavola commissionato da Luigi Filippo alla manifattura di Sèvres per il castello e consegnato tra il 1843 e il 1846, è stato venduto per 18.750 euro all'asta di La Rochelle il 24 settembre 2021[4][5].
Quattro statue in bronzo in stile antico sono state invece destinate al comune di Évreux: tre di esse sono visibili nel parco François Mitterrand[6].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (FR) Bruno Centorame, Châteaux du XIXe siècle, un hymne à l'excellence, in Vieilles Maisons Françaises, n. 232, Le Cotentin, p. 52.
- ↑ (FR) Philippe Seydoux, La Normandie des châteaux et des manoirs, collana Châteaux & Manoirs, Strasburgo, Éditions du Chêne, 1998, p. 204, ISBN 978-2851087737.
- ↑ (FR) Château de Bizy, su pop.culture.gouv.fr. URL consultato il 19 gennaio 2026.
- ↑ (FR) La Gazette Drouot, n. 32, 17 settembre 2021, p. 136.
- ↑ (FR) La Gazette Drouot, n. 36, 8 ottobre 2021, p. 130.
- ↑ (FR) Groupe sculpté : Hercule et Télèphe - POP, su pop.culture.gouv.fr. URL consultato il 20 gennaio 2026.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (FR) Karine Lebert, Un château ressuscité, in Maisons Normandes, n. 134, gennaio 2013, pp. 58-67.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Château de Bizy
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su chateaudebizy.com.
- (EN) Castello di Bizy, su Structurae.

