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Agpeya

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L'Agpeya (copto: Ϯⲁⲅⲡⲓⲁ, arabo: أجبية) è il libro d'ore o breviario dei cristiani copti. Esso è equivalente allo Shehimo della Chiesa ortodossa siriaca, nonché all'Horologion bizantino e alla Liturgia delle ore della Chiesa cattolica romana.

L'Agpeya include preghiere cristiane popolari recitate in orari fissi, sette volte al giorno e rivolgendosi verso est, sia da parte di singoli individui che da famiglie nelle proprie case, nonché per le preghiere comunitarie come l'introduzione alla Messa in chiesa; questa pratica cristiana affonda le sue radici in Salmi 119:164[1], passo biblico in cui il profeta Davide prega Dio sette volte al giorno.[2][3] La stragrande maggioranza dei cristiani copti apprende le preghiere dell'Agpeya dalle prorpie famiglie in tenera età. Il ciclo copto-ortodosso delle ore canoniche è composto principalmente da letture dei salmi dell'Antico Testamento e del Vangelo, con l'aggiunta di alcuni inni di lode, troparia (noti come “قطع” nell'Agpeya arabo contemporaneo e come preces o litanie in inglese) e altre preghiere.

Le prosternazioni a Dio costituiscono un elemento fondamentale nella recita dell’Agpeya; il breviario prescrive infatti di «prostrarsi tre volte nel nome della Trinità; alla fine di ogni Salmo … mentre si recita l'Alleluia; e più volte» durante i quarantuno Kyrie eleison (i fedeli possono usare la mequteria per contare queste metanoie).[4]

Comprende sette ore canoniche, con un'ulteriore Preghiera del Velo che viene solitamente recitata da vescovi, sacerdoti e monaci. I termini copti per "Mattutino" e "Vespri" sono rispettivamente "L'elevazione mattutina dell'incenso" e "L'elevazione serale dell'incenso", con riferimento alle preghiere che salgono a Dio.

Prima di pronunciare l'Agpeya, i cristiani copti si lavano le mani e il viso per essere puri e presentarsi al meglio davanti a Dio; si tolgono le scarpe per riconoscere che si sta offrendo una preghiera davanti al Santo.[4][5] In questa tradizione cristiana, e in molte altre, è consuetudine che le donne indossino un copricapo cristiano durante la preghiera, una pratica spiegata in 1 Corinzi 11:5–6[6].[7][8]

Inoltre, durante la recita, molti fedeli tengono una croce in mano nelle parti in cui si sta in piedi (durante le quali si estendono le braccia nella posizione di oranti).[9]

Ore canoniche

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BERJAYA
Molti fedeli sono soliti tenere in mano una croce durante le parti della preghiera in cui stanno in piedi con le braccia nella posizione degli oranti.

Le ore sono disposte in ordine cronologico e ciascuna di esse è dedicata a un tema che corrisponde agli eventi della vita di Gesù Cristo:[10]

La Terza e la Sesta vengono recitate prima di ogni Divina Liturgia.
I Vespri e la Compieta vengono entrambi recitati prima della Liturgia durante la Quaresima e il digiuno di Ninive.
  • Il “Cetar” o “Velo” viene solitamente recitato da vescovi, sacerdoti e monaci, come forma di esame di coscienza. Alcuni individui e famiglie scelgono anche di recitarlo come parte delle loro devozioni domestiche quotidiane.
  • L'ora di mezzanotte (recitato alle 00:00, nelle prime ore del mattino prima dell'alba): commemora la seconda venuta di Cristo. Consiste di tre veglie, corrispondenti alle tre fasi della preghiera di Cristo nel Giardino del Getsemani (Matteo 25:1-13[11]).[12]
BERJAYA
Il rosario cristiano chiamato mequteria può essere utilizzato per contare i 41 «Kyrie Eleison» recitati durante ogni momento di preghiera prestabilito nell'Agpeya

Ognuna delle ore segue la medesima sterttura di base:

  • Introduzione, che include il Padre Nostro
  • Preghiera di ringraziamento
  • Salmi 51[13] (Salmo 50 nella numerazione della Septuaginta)
  • Salmi vari
  • Una lettura dal Vangelo
  • 3 o 6 litanie, di cui la terza è sempre un Theotokion
  • “Signore, abbi pietà” viene poi cantato 41 volte (questo rappresenta le 39 frustate che Gesù Cristo ricevette prima della crocifissione, più una per la corona di spine, più una per la lancia nel suo costato)
  • Preghiere
  • Assoluzione
  • Conclusione

La conclusione, e la maggior parte delle litanie e delle assoluzioni, sono in comune con il Rito bizantino.[14]

  1. Salmi 119:164, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
  2. (EN) Prayers of the Church, su ethiopianorthodoxchurch.ca (archiviato dall'url originale il 25 luglio 2020).
  3. (EN) Tony Kalleeny, Why We Face the EAST, su suscopts.org, Orlando, FL, St Mary and Archangel Michael Church. URL consultato il 6 agosto 2020 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2020).
  4. 1 2 (EN) Philip Kosloski, Did you know Muslims pray in a similar way to some Christians?, su aleteia.org, Aleteia, 16 ottobre 2017. URL consultato il 25 luglio 2020 (archiviato il 17 giugno 2020).
  5. (EN) Mary Cecil, A Sketch of Egyptian History from the Earliest Times to the Present Day, Methuen, 1906, p. 399.
  6. 1 Corinzi 11:5–6, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
  7. (EN) David Bercot, Head Covering Through the Centuries, su Scroll Publishing. URL consultato il 28 aprile 2016 (archiviato il 21 aprile 2016).
  8. (EN) Jordan Denari Duffner, Wait, I thought that was a Muslim thing?!, su commonwealmagazine.org, Commonweal, 13 febbraio 2014. URL consultato il 26 luglio 2020 (archiviato il 27 luglio 2020).
  9. (EN) Bishoy Dawood, Stand, Bow, Prostrate: The Prayerful Body of Coptic Christianity: Clarion Review, su clarionreview.org (archiviato dall'url originale il 10 agosto 2020).
  10. (EN) The Agpeya, St. Mark Coptic Orthodox Church, pp. 5, 33, 49, 65, 80, 91, 130.
  11. Matteo 25:1-13, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
  12. (EN) Coptic Church, su stabanoub-dallas.org, St. Abanoub Coptic Orthodox Church, 2013 (archiviato dall'url originale il 13 agosto 2020).
  13. Salmi 51, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
  14. (EN) Diliana Atanassova, New Research on Coptic Liturgy (2012–2022), su books.openedition.org, Parigi, Institut de recherche et d'histoire des textes, 2025, pp. 77-115, DOI:10.4000/156ec.

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